Chiesa di S. Emidio

La Chiesa di Sant’Emidio fu edificata dalla famiglia Pellicciari unitamente ad una casa annessa, con l’intenzione di affidarne la cura ad una comunità religiosa. Sotto l’episcopato di Monsignor Cristoforo Maiello fu ceduta all’ Ordine dei Cappuccini che l’affidò alla cura di due religiosi che officiavano la messa, insegnavano ai bambini il catechismo e celebravano funzioni per i credenti devoti, molti dei quali appartenenti alla famiglia degli stessi Pellicciari.

Nel 1909 i Cappuccini cedettero casa e chiesa al sacerdote don Eustacchio Montemurro, il quale, insieme al sacerdote don Saverio Valerio e ad un sistema educativo equilibrato , attiravano con la parola, con la modestia e col loro modo di vivere piuttosto misero le famiglie vicine che, a loro volta, li aiutavano con le elemosine. Alla fine degli anni ’50 Monsignor Aldo Forzoni, con parere unanime del Capitolo della Cattedrale, trasformò la chiesetta in sala per attività cattoliche giovanili. Nel 1986 le Missionarie del Sacro Costato acquistarono la casa attigua alla chiesa di Sant’Emidio, perché per loro «ricca di ricordi e di significato spirituale», al fine di farne un punto di riferimento logistico in cui tenere viva la memoria di don Eustacchio Montemurro e di padre Saverio Valerio, suo fedele collaboratore, e dei primi Piccoli Fratelli del Santissimo Sacramento che in quella casa presero avvio. Il rinvenimento, durante i lavori di restauro, delle prime nove stazioni della Via Crucis, pia pratica cara a padre Eustachio, segnate in rosso sul tufo lungo il corridoio di accesso alle camere, portò alla decisione di destinare il primo piano della casa a museo storico. Nel 1991 Monsignor Pisani consacrò  la chiesa di Sant’Emidio, dove ancora oggi si celebra la Santa Messa, dando inizio all’adorazione eucaristica quotidiana. Visitando la “Casa Montemurro” è possibile vedere la stanzetta di Don Eustachio e quella di Don Saverio, la cisterna, il corredo dei paramenti sacerdotali dei due ecclesiastici gravinesi in concetto di santità, e diversi strumenti di penitenza da loro utilizzati. Scendendo una scalinata per due piani al disotto del piano terra, si giunge in un ambiente sotterraneo ben tenuto, dove ci si raccoglieva in preghiera e meditazione, dove si trovano le 14 stazioni della via crucis.