Cripta di San Vito Vecchio

Gli affreschi della Cripta di San Vito Vecchio sono databili alla fine del XIII sec. e in origine decoravano le pareti dell’omonima chiesa rupestre ubicata nel rione Fornaci, uno dei tanti rioni della città. Il sito originario era stato dapprima abbandonato per poi essere usato come deposito di rifiuti e pozzo di acqua piovana.

Nel 1956 furono acquistati dallo Stato Italiano che provvide a staccarli  dalle pareti umide per provvedere al restauro conservativo. Le opere di stacco furono eseguire dai tecnici della Soprintendenza di Bari in collaborazione quelli dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma.
Gli affreschi furono esposti nel padiglione dell’Italia, all’ Esposizione Universale di Bruxelles, nel 1958 e seguirono nel tempo altre esposizioni presso i Mercati Traianei a Roma o quella sull’ Arte Bizantina ad Atene.

Secondo quanto affermato dagli studiosi  Michele D’Elia e Clara Gelao , gli affreschi sono attribuibili a maestranze locali, attive tra Puglia e Basilica che fecero proprie le tecniche dell’arte bizantina.

Quello che colpisce il visitatore è senza dubbio  il grande catino absidale che ospita la figura maestosa del Cristo Pantocratore seduto in trono che con la mano destra benedicente alla maniera greca e con la mano sinistra regge un “Libro” aperto su un passo del Vangelo di  San Giovanni.

Sulle pareti laterali si susseguono le Tre Marie al Sepolcro e Santi tra i quali figurano Basilio, Giacomo, Lazzaro e Pietro; Santa Caterina d’Alessandria, una Madonna con Bambino in trono, e poi i santi Bartolomeo, Nicola, Margherita, Cosma, Giovanni Crisostomo e un San Martino mentre taglia il mantello, un affresco molto probabilmente del XVI secolo, a dimostrazione sia stata sempre abitata fino al 1500.

 

INGRESSO A PAGAMENTO

 

Per info: Fondazione Ettore Pomarici Santomasi – Via Museo, 20

Tel. +39 080 3251021 – Email info@fondazionesantomasi.it

ORARI DI APERTURA : dal martedi alla domenica  dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00.