Castello Svevo di Federico II

Il Castello Svevo di Gravina svetta, sempre ben visibile, sulla cima di un colle a nord di Gravina.

Nel 1224 Federico II di Svevia diede incarico ad un architetto fiorentino, Fuccio, di costruire un castello come dimora per sé e per la sua corte, da utilizzare soprattutto per la caccia con il falcone, di cui era appassionato. Federico II amava così tanto Gravina da definirla “Giardino di delizie“: Gravina era a quel tempo ricoperta da immensi e vasti boschi ed era nota per la fertilità del suo territorio, colmo di grano e uliveti.

Il Castello passò di proprietà al Duca Orsini, quindi, nel 1806 fu acquistato dai Baroni Pomarici Santomasi. Nel 1917 con un generoso lascito il Barone Ettore Pomarici Santomasi lo donò al Comune di Gravina insieme a numerose altre proprietà.

Il castello, a pianta rettangolare, 58mt x 29mt , fu costruito in mazzaro e conteneva 4 torri, che lo fiancheggiavano, e diverse sale sotterranee. Esso constava di tre piani (compreso l’ammezzato), di cui oggi restano soltanto parte dei muri perimetrali e del basamento.

Non appena entrati, ci si ritrovava in un grande cortile. Qui si trovavano le porte che davano accesso ai locali del pianterreno: scuderie, cucine, magazzini, tinelli e altri ambienti.
Nel castello era presente una grande scalinata regia, che dava accesso all’ammezzato: qui si trovavano ambienti adibiti alla falconeria e al personale di servizio.
Il piano superiore era riservato agli alloggi imperiali: le sale degli appartamenti nobiliari erano illuminate da meravigliose finestre bifore, ornate di pietra gentile intagliata. Da queste finestre era ed è ancora oggi possibile ammirare tra i resti uno spettacolo molto suggestivo: oltre a dominare tutta la città di Gravina, è anche possibile avvistare i monti calabro-lucani e gran parte delle Murge.